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Addestramento obbligatorio: obbligo immediato e sanzioni

Tra le novità introdotte dalla “mini-riforma” al D. Lgs. 81/08, ovvero il D. Lgs. 146/2021, vi è il caso dell’addestramento oggetto, tra l’altro, di una recente Circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL): Circolare INL n. 1/2022.

L’art. 2 cc) del D. Lgs. 81/08 definisce addestramento, il complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.

Secondo il nuovo decreto (che modifica art. 37 comma 5 del D. Lgs. 81/08), l’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza.

Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato.

L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.

Al netto del fatto che il D. Lgs. 146/2021 NON ha previsto un periodo di transizione, che permetta alle aziende di adeguarsi, le disposizioni si applicano dal 22 dicembre 2021 (ovvero il giorno successivo alla conversione in legge, con Legge 215/2021).

La Circolare INL precisa che i “contenuti obbligatori della attività di addestramento che trovano immediata applicazione, anche per quanto concerne il tracciamento degli addestramenti in un “apposito registro informatizzato” che riguarderà, evidentemente, le attività svolte successivamente all’entrata in vigore del provvedimento e cioè dal 21 dicembre 2021. Ne consegue che la violazione degli obblighi di addestramento si realizza anche qualora venga accertata l’assenza della “prova pratica” e/o della “esercitazione applicatarichieste dalla nuova disciplina introdotta dal D.L. n. 146/2021.

Non rileva ai fini sanzionatori invece il tracciamento dell’addestramento nel registro informatizzato, elemento comunque utile sotto il diverso profilo delle procedure accertative e rispetto al quale sarà possibile l’emanazione di una disposizione.”

Ne consegue che da un punto di vista sanzionatorio, la mancata immediata applicazione dell’addestramento può comportare in capo al datore di lavoro o al dirigente (se delegato), una sanzione di 300 euro per ciascun lavoratore interessato.

Nel caso di mancata formazione (esempio generale, specifica, ecc.), il datore di lavoro ed il dirigente (se delegato) possono essere puniti con arretro da due a quattro mesi o ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 €.

Da un punto di vista operativo, si consiglia di avviare una campagna di addestramento e di applicare le procedure operative presenti in azienda, integrando quelle mancanti per le varie attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche dispositivi di protezione individuale.

Direttiva 2022/431/UE: novità per le sostanze tossiche per la riproduzione

è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2022/431 che modifica la Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

La Direttiva dovrà essere recepita dallo Stato Membro entro il 5 aprile 2024.

Con questo nuovo atto normativo, vengono introdotte diverse novità di cui le principali possono così essere riassunte:

  1. Il titolo della Direttiva 2004/37/CE viene modificato, introducendo, accanto, ad agenti cancerogeni e mutageni, anche le sostanze tossiche per la riproduzione;
  2. Analogamente agli agenti cancerogeni e mutageni, vengono riportate le definizioni per sostanza tossica per la riproduzione, ovvero:
    1. «sostanza tossica per la riproduzione»: sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1 A o 1B (H360) di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008;
    2. «sostanza tossica per la riproduzione priva di soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale non esiste un livello di esposizione sicuro per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato III;
    3. «sostanza tossica per la riproduzione con valore soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale esiste un livello di esposizione sicuro al di sotto del quale non vi sono rischi per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato III;»
  3. La logica prevenzionistica per i lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione segue quella già presente per gli agenti cancerogeni e mutageni, STOP, ovvero sostituzione/eliminazione, ricorso a sistemi chiusi, riduzione al minimo dei lavoratori esposti, valutazione dell’esposizione per la verifica del rispetto dei valori di esposizione professionale;
  4. Formazione periodica per i lavoratori esposti alle sostanze tossiche per la riproduzione.

Il nuovo allegato III della Direttiva 2022/431, modifica le seguenti sostanze:

  • Benzene (CAS 71-43-2)

Parallelamente, la stessa Direttiva aggiunge, tra le altre, diverse sostanze tossiche per la riproduzione, ponendo, se presente, un valore limite espositivo, e le osservazioni del caso:

  • Acrilonitrile (CAS 107-13-1);
  • Composti del nickel;
  • Piombo inorganico e suoi composti;
  • N,N-dimetilacetammide (CAS 127-19-5);
  • Nitrobenzene (CAS 98-95-3);
  • N,N-dimetilformamide (CAS 68-12-2);
  • 2-metossietanolo (108-86-4);
  • 2-metiossietil acetato (CAS 110-49-6);
  • 2-etossi etanolo (CAS 110-80-5);
  • 2-acetato di 2-etossietile (CAS 111-15-9);
  • 1-metil-2-pirrolidone (CAS 872-50-4);
  • Mercurio e composti inorganici divalenti del mercurio compresi ossido di mercurio e cloruro di mercurio (misurati come mercurio);
  • Bisfenolo A;
  • Monossido di carbonio

Per quanto concerne il piombo e i suoi composti ionici, l’allegato III bis, introduce il valore limite biologico e misure di sorveglianza sanitaria.

Ricadute per le aziende italiane

Nel panorama normativo italiano, la valutazione del rischio per lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione ricade, al momento, nel Capo I del Titolo IX del D. Lgs. 81/08 relativamente agli agenti chimici.

Diversamente, gli agenti cancerogeni e mutageni ricadono nel Capo II del medesimo Titolo IX.

È noto come l’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni preveda, tra le diverse attività, la predisposizione di un registro degli esposti.

Ad oggi quindi, non è chiaro come verrà recepita in Italia tale Direttiva (che modifica la direttiva agenti cancerogeni e mutageni) e se verrà accorpata interamente nel Capo II del Titolo IX assieme alle sostanze cancerogene e mutagene, oppure rimarrà, dove pertinente, nel Capo I (agenti chimici).

Da non dimenticare come nel D. Lgs. 151/01, relativamente alle lavoratrici gestanti, le sostanze tossiche per la riproduzione sono tra quelle per cui è necessario, in caso di esposizione, una valutazione dettagliata ai fini prevenzionistici.

Di conseguenza, sarà necessario attendere il recepimento nazionale, che dovrebbe avvenire entro il 5 aprile 2024, per capire quale sarà l’impatto in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il nostro suggerimento è quello di iniziare a mappare quali prodotti usati in azienda (compresi gli agenti di sviluppo) presentino sostanze presenti nell’Allegato III della nuova Direttiva e valutarne la loro gestione.

Infine, si ricorda come questi nuovi limiti espositivi dovranno essere riportati nelle Schede Dati di Sicurezza (SDS) dei prodotti aziendali (intesi sia come materie prime che prodotti finiti), a norma del Reg. 878/2020.