FORMAZIONE DELLE PERSONE ADDETTE AL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

Formazione di tutto il personale, diverso dai conducenti aventi un certificato CFP ADR coinvolto nel trasporto di merci pericolose per strada (8.2.3 ADR). Tutte le persone le cui funzioni hanno a che fare con il trasporto stradale di merci pericolose devono avere ricevuto, conformemente al capitolo 1.3, una formazione sulle disposizioni che regolano il trasporto di queste merci, rispondente alle loro responsabilità e funzioni. Questa prescrizione si applica, per esempio, al personale impiegato dal trasportatore o dallo speditore, al personale che carica e scarica le merci pericolose, al personale che lavora nei depositi intermedi o per le agenzie di spedizione ed ai caricatori e ai conducenti di veicoli diversi da quelli aventi un certificato CFP ADR, coinvolti nel trasporto di merci pericolose per strada. Formazione delle persone addette al trasporto di merci pericolose (Capitolo 1.3 ADR).
  • Campo di applicazione
Le persone impiegate presso gli operatori ADR (speditore, trasportatore, destinatario, caricatore, imballatore, riempitore, scaricatore), il cui campo d’attività comprende il trasporto di merci pericolose, devono avere una formazione rispondente alle esigenze che le loro attività e responsabilità comportano durante il trasporto di merci pericolose. I dipendenti devono essere addestrati conformemente alla natura della formazione prima di assumere delle responsabilità e devono svolgere funzioni, per le quali la formazione richiesta non è ancora stata fornita, solamente sotto la supervisione di una persona addestrata. La formazione deve anche trattare disposizioni specifiche che si applicano alla security del trasporto di merci pericolose come riportato nelle disposizioni concernenti la security (Capitolo 1.10 ADR).
  • Natura della formazione
La formazione deve avere il seguente contenuto, adeguata alle responsabilità e funzioni della persona interessata.
  • Formazione di base
Il personale si deve familiarizzare con le prescrizioni generali delle disposizioni concernenti il trasporto di merci pericolose.
  • Formazione specifica
Il personale deve avere una formazione direttamente proporzionale ai suoi compiti e alle sue responsabilità, sulle prescrizioni delle regolamentazioni concernenti il trasporto di merci pericolose. Nel caso in cui il trasporto di merci pericolose comporti un’operazione di trasporto multimodale, il personale deve essere al corrente delle prescrizioni concernenti gli altri modi di trasporto.
  • Formazione in materia di sicurezza
Il personale deve avere una formazione sui rischi e i pericoli che presentano le merci pericolose, in misura proporzionata alla gravità dei rischi di ferite o d’esposizione derivanti dal verificarsi d’incidenti durante il trasporto di merci pericolose, compreso il loro carico e scarico. La formazione deve mirare a sensibilizzare il personale sulle procedure da seguire per la movimentazione in condizioni di sicurezza e negli interventi d’emergenza.
  • Periodicità della formazione
La formazione deve essere periodicamente integrata con corsi di aggiornamento per tenere conto dei cambiamenti nelle regolamentazioni
  • Documentazione
Le registrazioni della formazione ricevuta conformemente a questo capitolo devono essere conservate dal datore di lavoro e rese disponibili al dipendente o all’autorità competente su richiesta. Le registrazioni devono essere tenute dal datore di lavoro per un periodo di tempo stabilito dall’autorità competente. Le registrazioni della formazione devono essere verificate all’atto di una nuova assunzione. Formazione in materia di security (Capitolo 1.10) La formazione iniziale e i successivi aggiornamenti previsti nel capitolo 1.3 devono includere anche elementi di sensibilizzazione sulla security. I corsi di aggiornamento sulla security non devono necessariamente essere unicamente collegati alle modifiche della regolamentazione. La formazione in materia di security deve comprendere la natura dei rischi riguardanti la security, il loro riconoscimento, le metodologie per ridurli e le azioni da intraprendere in caso di infrazioni alla security. Essa deve inoltre comprendere la consapevolezza dei piani di security, se esistenti, tenuto conto delle responsabilità e funzioni di ogni individuo nella attuazione di tali piani. Questa formazione deve essere fornita, al momento dell’impiego, alle persone che lavorano nell’ambito del trasporto delle merci pericolose, a meno che venga provato che l’abbiano già ricevuta, e deve essere periodicamente integrata con formazione aggiornata. Le registrazioni di tutta la formazione ricevuta sulla security devono essere tenute dal datare di lavoro e messe a disposizione del dipendente o dell’autorità competente su richiesta. Le registrazioni devono essere conservate dal datore di lavoro per un periodo di tempo stabilito dall’autorità competente.

Direttiva 2022/431/UE: novità per le sostanze tossiche per la riproduzione

è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2022/431 che modifica la Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

La Direttiva dovrà essere recepita dallo Stato Membro entro il 5 aprile 2024.

Con questo nuovo atto normativo, vengono introdotte diverse novità di cui le principali possono così essere riassunte:

  1. Il titolo della Direttiva 2004/37/CE viene modificato, introducendo, accanto, ad agenti cancerogeni e mutageni, anche le sostanze tossiche per la riproduzione;
  2. Analogamente agli agenti cancerogeni e mutageni, vengono riportate le definizioni per sostanza tossica per la riproduzione, ovvero:
    1. «sostanza tossica per la riproduzione»: sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza tossica per la riproduzione di categoria 1 A o 1B (H360) di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008;
    2. «sostanza tossica per la riproduzione priva di soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale non esiste un livello di esposizione sicuro per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato III;
    3. «sostanza tossica per la riproduzione con valore soglia»: una sostanza tossica per la riproduzione per la quale esiste un livello di esposizione sicuro al di sotto del quale non vi sono rischi per la salute dei lavoratori e che è identificata come tale nella colonna «Osservazioni» dell’allegato III;»
  3. La logica prevenzionistica per i lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione segue quella già presente per gli agenti cancerogeni e mutageni, STOP, ovvero sostituzione/eliminazione, ricorso a sistemi chiusi, riduzione al minimo dei lavoratori esposti, valutazione dell’esposizione per la verifica del rispetto dei valori di esposizione professionale;
  4. Formazione periodica per i lavoratori esposti alle sostanze tossiche per la riproduzione.

Il nuovo allegato III della Direttiva 2022/431, modifica le seguenti sostanze:

  • Benzene (CAS 71-43-2)

Parallelamente, la stessa Direttiva aggiunge, tra le altre, diverse sostanze tossiche per la riproduzione, ponendo, se presente, un valore limite espositivo, e le osservazioni del caso:

  • Acrilonitrile (CAS 107-13-1);
  • Composti del nickel;
  • Piombo inorganico e suoi composti;
  • N,N-dimetilacetammide (CAS 127-19-5);
  • Nitrobenzene (CAS 98-95-3);
  • N,N-dimetilformamide (CAS 68-12-2);
  • 2-metossietanolo (108-86-4);
  • 2-metiossietil acetato (CAS 110-49-6);
  • 2-etossi etanolo (CAS 110-80-5);
  • 2-acetato di 2-etossietile (CAS 111-15-9);
  • 1-metil-2-pirrolidone (CAS 872-50-4);
  • Mercurio e composti inorganici divalenti del mercurio compresi ossido di mercurio e cloruro di mercurio (misurati come mercurio);
  • Bisfenolo A;
  • Monossido di carbonio

Per quanto concerne il piombo e i suoi composti ionici, l’allegato III bis, introduce il valore limite biologico e misure di sorveglianza sanitaria.

Ricadute per le aziende italiane

Nel panorama normativo italiano, la valutazione del rischio per lavoratori esposti a sostanze tossiche per la riproduzione ricade, al momento, nel Capo I del Titolo IX del D. Lgs. 81/08 relativamente agli agenti chimici.

Diversamente, gli agenti cancerogeni e mutageni ricadono nel Capo II del medesimo Titolo IX.

È noto come l’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni preveda, tra le diverse attività, la predisposizione di un registro degli esposti.

Ad oggi quindi, non è chiaro come verrà recepita in Italia tale Direttiva (che modifica la direttiva agenti cancerogeni e mutageni) e se verrà accorpata interamente nel Capo II del Titolo IX assieme alle sostanze cancerogene e mutagene, oppure rimarrà, dove pertinente, nel Capo I (agenti chimici).

Da non dimenticare come nel D. Lgs. 151/01, relativamente alle lavoratrici gestanti, le sostanze tossiche per la riproduzione sono tra quelle per cui è necessario, in caso di esposizione, una valutazione dettagliata ai fini prevenzionistici.

Di conseguenza, sarà necessario attendere il recepimento nazionale, che dovrebbe avvenire entro il 5 aprile 2024, per capire quale sarà l’impatto in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il nostro suggerimento è quello di iniziare a mappare quali prodotti usati in azienda (compresi gli agenti di sviluppo) presentino sostanze presenti nell’Allegato III della nuova Direttiva e valutarne la loro gestione.

Infine, si ricorda come questi nuovi limiti espositivi dovranno essere riportati nelle Schede Dati di Sicurezza (SDS) dei prodotti aziendali (intesi sia come materie prime che prodotti finiti), a norma del Reg. 878/2020.